Cerisano completa il Pnrr al 100% e diventa caso studio per l’Europa
Cultura, formazione, ricerca e nuove imprese al centro del modello di rigenerazione del borgo cosentino, che il 4 settembre ospiterà un dibattito del Parlamento Europeo
Cerisano prova a trasformare la condizione di piccolo borgo calabrese in un punto di forza. Il Comune ha completato al 100% la spesa e la rendicontazione delle risorse Pnrr assegnate attraverso il progetto “Cerisano Factory – Borgo Swing”, chiuso entro il 30 giugno 2026. Un risultato che, secondo i dati diffusi dall’amministrazione, si confronta con una media nazionale del 33% e che ha contribuito a portare il centro cosentino all’attenzione delle istituzioni europee. Il prossimo 4 settembre, infatti, il gruppo The Left del Parlamento Europeo terrà proprio a Cerisano il dibattito “Can Europe grow without its peripheries?”, dedicato al ruolo delle aree periferiche nei processi di crescita dell’Unione. Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura e sostenuto da Next Generation EU, ha puntato su cultura, formazione, ricerca e nuova imprenditorialità come strumenti per contrastare lo spopolamento e rilanciare il centro storico.
Palazzo Sersale cuore di formazione, musica e cultura
Uno dei simboli della trasformazione è Palazzo Sersale, diventato sede del Polo tecnologico e di ricerca per la musica e l’audiovisivo realizzato insieme al Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. Dall’anno accademico 2025/2026 sono stati attivati corsi in Musica applicata, Musica elettronica e Tecnico del suono, frequentati anche da studenti provenienti da altre regioni. Con l’Università della Calabria è stato inoltre avviato un Master di II livello in Organizzazione, Leadership e Gestione delle Risorse Umane da 60 crediti formativi e 1.500 ore di attività. A queste iniziative si affiancano la Desf Summer School, “Percorsi del Contemporaneo”, l’Astro Summer Camp e la Scuola di Formazione Politica, che ha portato nel borgo personalità del mondo accademico, istituzionale e culturale. Centrale resta anche il Festival delle Serre, che tra le edizioni 2024, 2025 e l’anteprima del 2026 ha superato le 31mila presenze coinvolgendo più di 240 artisti.
Nuove attività e investimenti: «Un modello replicabile»
La presenza di studenti, docenti, artisti e ricercatori ha prodotto effetti anche sul tessuto economico locale. Nel centro storico sono nate nuove strutture ricettive, un ristorante e un’agenzia di servizi, mentre nel triennio del progetto sono stati coinvolti oltre cento tecnici e operatori culturali, attivando una filiera di professionisti, imprese creative e fornitori del territorio. «I fondi europei hanno prodotto economia reale», sostiene il sindaco Lucio Di Gioia, che rivendica una strategia fondata su cultura, ricerca, formazione e capacità amministrativa. Secondo il primo cittadino, la scelta del Parlamento Europeo di portare a Cerisano il confronto sul futuro delle periferie rappresenta una conferma del percorso intrapreso. L’obiettivo ora è trasformare quanto realizzato in un modello stabile, capace di sopravvivere alla conclusione dei finanziamenti straordinari e di dimostrare che anche un piccolo centro delle aree interne può attrarre investimenti, competenze e nuove opportunità.