L'incendio
L'incendio

La scarsità d’acqua e la vegetazione secca riducono cibo e rifugi per gli animali selvatici. Dopo settimane di temperature elevate cresce l’attenzione sulla tutela degli ecosistemi

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Il caldo non colpisce soltanto persone e agricoltura

Quando le temperature rimangono elevate per lunghi periodi e le precipitazioni scarseggiano, le conseguenze non riguardano soltanto le famiglie e le aziende agricole. Anche boschi, corsi d’acqua e fauna selvatica devono fare i conti con condizioni ambientali più difficili. In Calabria il tema della siccità è stato seguito già dall’inizio dell’estate dalla Regione, che a luglio aveva riunito l’unità di crisi. In quella fase l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo aveva comunque sottolineato come gli invasi presentassero una buona disponibilità d’acqua, pur evidenziando la necessità di prepararsi all’alternanza sempre più frequente tra lunghi periodi asciutti e precipitazioni intense.

Per la fauna selvatica, tuttavia, conta soprattutto la disponibilità di piccole sorgenti, pozze, torrenti e zone umide. Quando queste risorse si riducono, gli animali possono essere costretti a spostarsi maggiormente alla ricerca di acqua e alimenti. Il WWF evidenzia come temperature elevate, siccità e incendi possano determinare una diminuzione delle risorse disponibili e rendere più vulnerabili numerose specie, proprio in una fase dell’anno delicata anche per giovani esemplari e uccelli migratori.

Gli incendi aggravano lo stress degli ecosistemi

A rendere più complesso il quadro sono gli incendi boschivi. Nel corso dell’estate la Calabria ha vissuto giornate particolarmente impegnative sul fronte dei roghi. Il 22 luglio i Vigili del fuoco avevano registrato 164 interventi nell’arco di 24 ore, con altri 26 ancora in corso. Cosentino, Catanzarese e Vibonese risultavano tra le aree maggiormente interessate e le alte temperature contribuivano a rendere sempre più secco il materiale vegetale.

Il problema non si esaurisce con lo spegnimento delle fiamme. Un bosco percorso dal fuoco perde temporaneamente una parte importante della propria capacità di offrire riparo e alimentazione. Gli animali sopravvissuti possono essere costretti ad abbandonare le zone colpite e a concentrarsi nelle aree rimaste integre, aumentando la competizione per acqua, cibo e spazi. Secondo le associazioni ambientaliste, la combinazione tra incendi e siccità può incidere soprattutto sulle specie meno capaci di spostarsi rapidamente e sui giovani animali.

Proteggere acqua, boschi e habitat diventa una priorità

La tutela della fauna passa dunque dalla salvaguardia dell’intero territorio. Prevenzione degli incendi, manutenzione delle aree boschive, protezione delle zone umide e gestione attenta delle risorse idriche diventano parti dello stesso problema. La Regione Calabria ha avviato per la stagione 2026 un confronto con Comuni, Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali, Calabria Verde e Protezione civile proprio per rafforzare il coordinamento nella prevenzione e nel contrasto agli incendi.

L’attenzione riguarda anche gli animali domestici: nella campagna regionale contro gli effetti delle ondate di calore viene raccomandato di garantire sempre acqua fresca e zone d’ombra e di limitare le passeggiate alle ore meno calde.

Per la fauna selvatica la questione è più complessa, perché non esiste la possibilità di intervenire capillarmente su ogni animale. La risposta principale resta quindi la conservazione degli habitat e delle risorse naturali. In un’estate segnata da caldo persistente e incendi, proteggere una sorgente, un bosco o una zona umida significa anche garantire uno spazio di sopravvivenza alle specie che popolano il territorio calabrese.