Abramo Customer Care - Ex Datel

Crotone
Abramo Customer Care - Ex Datel Crotone

Sotto accusa la possibile richiesta di cassa integrazione dopo la fine delle commesse legate alla digitalizzazione delle cartelle cliniche per la Regione Calabria.

Allarme per centinaia di lavoratori dopo la fine delle commesse

Si riaccende la preoccupazione per il futuro dei lavoratori ex Abramo Customer Care in Calabria. Le deputate del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione ai ministri del Lavoro e delle Imprese e del Made in Italy per chiarire la situazione occupazionale legata all’azienda Konecta.

Secondo quanto riferito dalle parlamentari, una volta esaurite le commesse relative al progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche per conto della Regione Calabria, l’azienda avrebbe avviato le procedure per richiedere la cassa integrazione. Una prospettiva che, secondo il M5S, metterebbe a rischio centinaia di lavoratori e le loro famiglie.

L’accordo del 2024 e l’incertezza per oltre 600 lavoratori

Le deputate ricordano che l’accordo firmato il 19 dicembre 2024 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevedeva il riassorbimento dei lavoratori provenienti da Abramo Customer Care, insieme al mantenimento delle condizioni economiche e normative e alla definizione di una prospettiva industriale stabile.

Oggi, però, secondo quanto evidenziato nella nota, 656 lavoratori sui 894 complessivamente coinvolti nel perimetro Konecta si troverebbero in una fase di forte incertezza. Per Baldino e Orrico sarebbe inaccettabile che un progetto presentato come strutturale possa esaurirsi in poco più di un anno.

La situazione riguarderebbe in particolare territori già segnati da fragilità economiche come Crotone, Rende e Settingiano, dove molte delle famiglie coinvolte risiedono.

Richiesta di un tavolo ministeriale per garantire l’occupazione

Attraverso l’interrogazione parlamentare, le due esponenti del Movimento 5 Stelle chiedono ai ministri competenti se ritengano rispettato l’accordo sottoscritto al Mimit e quali iniziative intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali.

Tra le richieste avanzate figura anche la convocazione urgente di un tavolo ministeriale che coinvolga l’azienda, la Regione Calabria e le organizzazioni sindacali firmatarie dell’intesa.

Secondo Baldino e Orrico è necessario fare chiarezza sulla sostenibilità industriale del progetto e garantire una prospettiva occupazionale stabile. Gli accordi istituzionali, concludono le parlamentari, non possono trasformarsi in promesse disattese a discapito della dignità e della sicurezza lavorativa di centinaia di famiglie calabresi.