A distanza di alcune settimane dall’incontro con il Rettore Nicola Leone Greco e con la governance dell’Università della Calabria, USB denuncia l’assenza di passi avanti sul fronte dei dottorandi e delle dottorande. Secondo l’organizzazione sindacale, i giovani ricercatori continuano a vivere una condizione di forte precarietà, sospesi tra formazione e lavoro, con compensi ritenuti non adeguati rispetto alle attività svolte e alle responsabilità assunte all’interno dell’ateneo.

Ritardi nei pagamenti e difficoltà per chi lavora all’estero

Tra le criticità segnalate, USB evidenzia in particolare i ritardi nei pagamenti delle maggiorazioni spettanti ai dottorandi impegnati in periodi di ricerca all’estero. Una situazione definita grave e non più tollerabile, soprattutto per chi è costretto a sostenere costi elevati in un altro Paese, spesso affrontando contemporaneamente il peso di due affitti e di una burocrazia poco chiara. A questo quadro si aggiungono l’assenza di date certe per i pagamenti mensili e il costo elevato di alcuni servizi universitari, a partire dalla mensa.

L’appello a Greco e Bellantoni per risposte immediate

USB chiede un intervento immediato del Rettore Greco e del Direttore Generale Bellantoni affinché vengano corrisposte le somme dovute a chi è stato o è tuttora impegnato in attività di ricerca all’estero. Per il sindacato, un’università che punta all’eccellenza deve misurarsi prima di tutto sulla tutela della dignità di chi lavora al suo interno, a partire dalle figure più precarie. USB annuncia quindi che continuerà a portare avanti la vertenza fino all’arrivo di risposte concrete.