Occhiuto e il coraggio di guardare oltre: dal Rendano la sfida a un nuovo centrodestra
Al Teatro Rendano la presentazione del libro del presidente della Regione Calabria diventa l’occasione per parlare di diritti civili, riforme e futuro del centrodestra. «Se si insegue l’estrema destra si possono anche vincere le elezioni, ma poi biso

Al Teatro Rendano la presentazione del libro del presidente della Regione Calabria diventa l’occasione per parlare di diritti civili, riforme e futuro del centrodestra. «Se si insegue l’estrema destra si possono anche vincere le elezioni, ma poi bisogna governare»
Raccontare e raccontarsi
Una presentazione che è stata il momento giusto per raccontare e raccontarsi. Quella avvenuta ieri al Teatro Rendano, alle 18, per il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto è stata soprattutto l’occasione per parlare di diritti civili, nuove visioni e prospettive future.
D’altronde, “Il coraggio di governare”, il titolo del suo libro, ha come obiettivo proprio quello di raccontare una certa visione politica, orientata verso un centrodestra nuovo. Non per dire che quello attuale sia tutto sbagliato – sarebbe un’eresia, vista la leadership salda di Giorgia Meloni – ma piuttosto come invito a fare meglio su determinate tematiche che, secondo Occhiuto, non possono essere considerate di fondamentale importanza soltanto in funzione di una parte politica.
«Questo libro è uno stimolo per recuperare determinate sensibilità. Penso al tema del fine vita, che non ha una legge chiara per tutte le Regioni. Ecco perché penso che il Parlamento debba farsi carico di questo vulnus e non lasciare libera interpretazione alle Regioni».
Una destra che deve restare al passo con i tempi
La visione di Occhiuto è chiara e, per quanto possa sembrare una novità all’interno del centrodestra, per il protagonista non è altro che un modo per restare al passo con i tempi e interpretarne il futuro, come invece sarebbe necessario per una forza politica che si candida a governare il Paese.
Una lettura che detta il cammino tralasciando il passato e guardando al domani, proprio quel domani che il presidente ha ben chiaro in testa.
«Oggi tutto è cambiato. A sinistra, basti pensare che i riformisti non sono più rappresentati. E basti guardare alle ultime dichiarazioni di Conte verso la Schlein, che deve garantire per Renzi. Ecco perché, invece di guardare all’estrema destra, il centrodestra dovrebbe avere più appeal verso i riformisti, i moderati che un tempo votavano per il centrosinistra e che ora invece non hanno più punti di riferimento».
È in questa direzione che Occhiuto sembra voler collocare la propria riflessione: recuperare uno spazio politico che non significa necessariamente spostarsi verso destra, ma provare a intercettare quella parte di elettorato moderato e riformista che oggi non trova più una casa politica.
La stoccata a Vannacci: «È un fenomeno mediatico, non politico»
In tutto questo scacchiere politico nazionale non può mancare la stoccata al “nemico” all’interno delle mura amiche: Roberto Vannacci.
«Se si insegue l’estrema destra puoi anche vincere le elezioni, ma poi bisogna governare ed è lì che possono nascere problemi. Vannacci è un fenomeno mediatico, non politico. È andato ad occupare uno spazio mancante, che è la destra populista, ma più parla Vannacci e più si comprende come non ci sia una sola idea davvero realizzabile nel suo programma».
Un aut aut deciso verso le prossime scelte del governo, nel quale Occhiuto vuole entrare con autorevolezza e con una vera forma di lungimiranza che traspare dalle sue parole.
Il coraggio delle riforme, anche quando non pagano subito
«Negli ultimi vent’anni in Italia è mancato il coraggio di fare le vere riforme. Ed è proprio mancata la vera politica liberale e riformista, da una parte e dall’altra. Si deve mettere in conto che chi fa una riforma coraggiosa e giusta può non avere riscontro subito, ma a lungo andare ne beneficeranno tutti».
È forse questo il filo conduttore che lega il libro alla visione politica espressa da Occhiuto. Il coraggio come condizione necessaria per governare, ma anche la consapevolezza che alcune scelte non producono necessariamente consenso nell’immediato.
Una riforma può essere impopolare oggi e rivelarsi utile domani. Ed è proprio su questa distanza tra consenso immediato e risultati nel tempo che Occhiuto sembra costruire parte della propria idea di politica.
Dalla Calabria il laboratorio del buon governo
Le visioni nazionali lasciano poi il posto a quelle regionali. C’è uno sguardo a 360 gradi su tutto: si parte dai medici cubani, «che hanno tenuto in piedi i pronto soccorso della Calabria», passando per gli incentivi alle imprese che in Calabria premiano i giovani, fino alle gare per il ciclo integrato dei rifiuti e ai lavori del nuovo ospedale di Cosenza, che dovrebbero partire a febbraio. Fino ad arrivare al reddito di merito.
Questioni, soluzioni, un caleidoscopio di progetti e visioni che trasportano il pubblico in un viaggio all’interno del mondo di Occhiuto. Una narrazione nella quale l’esperienza di governo della Calabria diventa il punto di partenza per sostenere una visione più ampia.
«Forza Italia non può vivere sempre del ricordo di Berlusconi»
Ma il focus dell’incontro ritorna soprattutto su un orizzonte nazionale, quasi come se Occhiuto volesse mantenere alta l’attenzione su questa nuova frontiera del centrodestra.
«Forza Italia sbaglia a parlare sempre di Berlusconi, perché come lui ne nasce uno ogni cento anni».
E Occhiuto precisa che «non è una critica a Tajani», ma piuttosto un modo per spingere verso un nuovo processo di rinnovamento di Forza Italia.
Il riferimento a Berlusconi diventa così il punto di partenza per una riflessione che guarda al futuro: non cancellare una storia, ma evitare che quella storia diventi il limite per costruirne una nuova.
Il libro come avamposto politico
La partita di Occhiuto è iniziata dentro già un altro match, quello delicato della Calabria. E attraverso le pratiche di buon governo il presidente guarda al futuro: non necessariamente a quello imminente, ma a quel futuro che vuole plasmare attraverso una visione del tutto nuova, non solo di Forza Italia ma dell’intero centrodestra.
Occhiuto sa che idee così forti non vengono recepite subito dai fedelissimi, ma a lungo andare, proprio come ha affermato parlando delle grandi riforme, i risvolti positivi possono diventare tangibili.
Un libro, quello di Occhiuto, che ieri ha trovato nel Rendano non soltanto il luogo della sua presentazione, ma quasi un avamposto politico. Un punto dal quale osservare ciò che verrà e provare, attraverso idee, riforme e una nuova visione, a tracciare la strada verso quello che potrebbe essere il nuovo centrodestra.