Oleoturismo in crescita, la Calabria protagonista del turismo dell’olio in Italia
Esperienze tra uliveti, frantoi storici e cultura rurale trainano un settore in forte espansione. La regione si conferma centrale nella produzione nazionale e sempre più strategica per il turismo enogastronomico
L’oleoturismo si afferma come una delle realtà più dinamiche del turismo enogastronomico italiano e la Calabria si colloca tra le regioni protagoniste di questa crescita. Tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine d’oliva è aumentata del 37,1%, mentre sette italiani su dieci considerano l’olio un autentico simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.
Il fenomeno si inserisce in una tendenza internazionale sempre più marcata: oltre il 55% dei turisti dichiara infatti di voler visitare l’Italia nei prossimi anni per vivere esperienze legate al turismo del gusto. Il Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio evidenzia come l’oleoturismo non sia più una nicchia, ma una vera leva di sviluppo economico e territoriale.
Le esperienze più richieste dai visitatori
Accanto alle tradizionali degustazioni e alle visite nei frantoi, cresce la domanda di esperienze immersive capaci di coniugare natura, cultura e gastronomia. Tra le attività più apprezzate emergono gli itinerari tra ulivi secolari, le cene in uliveto — scelte dal 71% dei visitatori — e i percorsi culturali legati ai frantoi storici.
Gli italiani mostrano inoltre un forte interesse per gli aspetti salutistici dell’olio extravergine, indicati dal 65% degli intervistati, e per il valore culturale del prodotto, segnalato dal 60%. Rimane tuttavia un divario informativo, considerando che solo il 43% dichiara di conoscere realmente i processi produttivi del proprio territorio.
Calabria regione chiave dell’olivicoltura nazionale
Il rapporto conferma il ruolo centrale dei territori olivicoli nello sviluppo delle aree interne e individua nella Calabria una delle regioni più rilevanti del panorama italiano. Per la campagna 2025-2026 la regione è indicata come leader nazionale della produzione, con circa 35mila tonnellate di olio stimate.
Un risultato che consolida la posizione della Calabria sia per quantità sia per qualità delle produzioni, valorizzate anche attraverso la presenza crescente in eventi fieristici internazionali e nazionali. Il territorio regionale può contare su circa 180mila ettari di uliveti e su uno dei patrimoni varietali autoctoni più ricchi del Paese.
Un’opportunità di sviluppo per borghi e aree interne
Secondo Coldiretti Calabria, questo patrimonio rappresenta un potenziale enorme per lo sviluppo dell’oleoturismo. La combinazione tra paesaggi rurali, produzioni di qualità e una diffusa rete di frantoi storici rende la regione particolarmente adatta alla creazione di nuove esperienze turistiche.
Tra le prospettive di crescita figurano percorsi di trekking tra uliveti secolari, visite guidate nei frantoi, degustazioni tematiche e attività formative, oltre a iniziative culturali nei borghi e nelle aree interne e forme di turismo rurale e di comunità.
Turismo dell’olio contro spopolamento e stagionalità
Il trend dell’oleoturismo rappresenta per la Calabria una occasione strategica per valorizzare i territori e creare nuovi modelli di economia sostenibile. L’obiettivo è favorire uno sviluppo turistico destagionalizzato, capace di generare opportunità economiche e contrastare lo spopolamento delle zone interne.
In linea con le indicazioni del rapporto nazionale, il turismo dell’olio si configura quindi come uno strumento concreto per coniugare agricoltura, cultura e innovazione, rafforzando l’identità territoriale e aprendo nuove prospettive per il futuro del turismo calabrese.